479. 14 06 09 Gheddafi a Roma

Giugno 14, 2009 di koufax

Gheddafi si traveste da clown ma non deve essere uno stupido. E’ al potere da 40 anni e questo non è facile in nessun paese. E’ presidente dell’Unione Africana; onorificenza che si sarà pure comprata, ma anche per corrompere esiste una certa arte.

Ha scelto di circondarsi di una quantità di stranezze che colpiscono il nostro occhio di occidentali civilizzati ma sotto sotto è un abilissimo dittatore il cui unico errore è stato quello di strafare abbattendo un aereo USA pieno di passeggeri, e la ritorsione che è puntualmente arrivata l’ha lasciato vivo per miracolo, però rinsavito e da allora è stato molto più prudente: Sempre originale ma più nella forma che nella sostanza.

Berlusconi, furbo come lui, si è sforzato di vedere il mondo come lo vede Gheddafi e deve esserci riuscito, fino a farselo amico. Un amico che nella sostanza all’Italia fa molto comodo: ci vende un mare di petrolio e di gas, e con il ricavato compra in grande quantità forniture e merci italiane. A lui non deve piacere trafficare con tedeschi e anglosassoni, che deve ritenere meno malleabili e meno propensi a passare sopra le sue originalità. Ogni tanto, con la scusa del nostro colonialismo, ci propina sgarbi inimmaginabili, che però sa che noi sappiamo come superare e alla fine tutto torna come prima.

B. ha avuto la pensata di invitarlo a Roma per una settimana, quella scorsa, ed è stato un happening. Si è piazzato in una tenda nel giardino di Villa Doria-Pamphili (ma a dormire andava in villa); si è fatto accompagnare da un harem di Amazzoni spacciate per guardie (letteralmente parlando) del corpo; ha intrattenuto una platea di donne, costringendole ad applaudirlo quando rivelava loro che esse a casa sua sarebbero parte del mobilio; ha ricambiato con un ora di ritardo la mancata ricezione nell’aula del Senato, sostituita da altra saletta del Palazzo; ha debitamente lanciato un’assurda accusa agli USA; ha costretto Fini (che da nostro Ministro degli Esteri non gli deve essere stato molto simpatico) a cancellare una visita alla Camera in quanto in ritardo non giustificato di 2 h; alla fine ha concesso un colloquio notturno in tenda ai due furboni della nostra politica, il citato B. e D’Alema, nel quale si sarà certamente parlato di cose serie.

La stampa italiana non poteva fare a meno di indignarsi per molti suoi comportamenti e c’è da capirla. E moltissimi italiani, dimentichi che d’inverno le case devono essere scaldate e che le loro numerose auto devono partire subito, al primo tentativo, hanno cavalcato l’ondata di indignazione. Il pragmatismo non è il forte degli italiani, che notoriamente credono di essere molto furbi e che tutti i conti saranno pagati con fondi altrui.

Io mi sono divertito, anche alle spalle dei miei connazionali, devo confessarlo e farne ammenda. Anche perchè penso che pure Gheddafi si deve essere molto divertito, una supposizione anch’essa divertente.

La vita sarà pure un sogno, ma spesso è bella perchè divertente.

478. 13 06 09 La versione moderna dell’aristocrazia

Giugno 13, 2009 di koufax

Deve essere vero che l’ossigeno è scarso alle alte quote e l’attività cerebrale ne risulta certamente affetta. Quindi è difficile giudicare chi vi si trova e come egli veda il mondo dei comuni mortali giù in basso.

Ogni tanto però qualche giudizio viene spontaneo.

Paolo Scaroni, una persona che ho sempre ritenuto un fuoriclasse e oggi un amministratore delegato di ENI che sta avendo grande successo, era molto amico di Giuseppe Pisante, che per sua stessa e ripetuta ammissione gli aveva fatto da maestro nel difficile campo dell’imprenditoria “politica”. Tanto erano amici che avevano comprato in viale Maino due appartamenti contigui in un nuovo palazzo. Non so se le loro famiglie abitino ancora lì. Forse no perchè le difficoltà che l’arrivo di Tangentopoli avevano procurato loro ne avevano anche divise le sorti. Pisante aveva fatto fatica a risollevarsi e forse non v’era completamente riuscito. Scaroni, un manager e non un imprenditore, ne era uscito con molta abilità e chissà quanti compromessi morali, tanto da diventare il N° 1 di ENI, una carica pari a quella di un dicastero ministeriale, però assai più duratura. Io ne ero e sono molto contento, per una volta vedendo una persona di grande valore al posto giusto.

Peppino Pisante è morto quasi improvvisamente per una complicazione operatoria mercoledì scorso. Il Corriere era inondato di necrologi: Pisante era una persona molto discussa e anche compromessa, ma possedeva una grande umanità e simpatia personale che gli aveva fruttato la sincera amicizia di molte persone importanti.

Ma giovedì avevo cercato invano tra gli altri un necrologio di Scaroni. Ne trovai invece uno molto standard e asciutto ieri, venerdì. Mi è parsa una grande stranezza: certo Scaroni sapeva delle condizioni gravissime dell’amico Peppino e avrà saputo in diretta del suo trapasso. Ho pensato che il grande uomo abbia paura di mostrare troppo affetto e commozione per un uomo a suo tempo molto in bilico tra buona e cattiva fama, come se ormai egli fosse su una sponda, quella dei grandi uomini appunto, che non può avere i comuni rapporti anche affettivi con le persone normali, inclusi i grandi amici del passato. Mi si è fatta amara la bocca.

Chissà, mi sono chiesto, se è proprio impossibile trovare dei rimedi alla scarsezza di ossigeno alle alte quote. Se la grandezza umana può abbandonarci quando saliamo troppo in alto con la gloria e la fama. E se, peggio ancora, non sia necessario trattare in modo distaccato gli amici del passato per non incorrere nel rischio di apparire compromesso con le beghe dei comuni mortali.

Una volta si diceva “Omnia munda mundis“. Forse oggi non si ritiene sicuro comportarsi di conseguenza. L’abbandono dell’aristocrazia morale ha i suoi inconvenienti.

477. 10 06 09 Tempi della giustizia

Giugno 10, 2009 di koufax

Ieri la Corte Suprema USA ha esaminato il ricorso di alcuni fondi dell’Indiana contro la fusione Chrysler-Fiat e l’ha giudicato ammissibile. Sgomento generale, il piano di Obama e Marchionne salta per aria?

Oggi la Corte Suprema ha esaminato e respinto il ricorso e la fusione può procedere.

Vietato fare un confronto con i tempi della nostra giustizia, Corte Costituzionale inclusa.

476. 07 06 09 Democrazia e propaganda

Giugno 7, 2009 di koufax

Ieri sera ero a cena con 10 amiche e amici, tutte persone che si interessano di politica, con almeno il diploma di scuola superiore, che leggono almeno un giornale al giorno. Ho chiesto loro cosa intendessero fare al prossimo referendum del 21/6 sulla modifica della legge elettorale. Ho scoperto che solo in pochissimi avevano deciso per il sì o il no (o l’astensione), ma che tutti non solo non erano a conoscenza dei veri risvolti politici (che possono essere solo attuali, perchè il Parlamento può votare anche subito una legge che annulli le conseguenze del referendum ed è giusto che sia così) ma che pure ignoravano le technicalities del voto. A decidere per la scelta non è (e non può essere) una risposta meditata alle domande poste, che sono complicatissime, ma solo una difficile riflessione sulla propaganda di parte in materia.

Da notare che io stesso non faccio eccezione: ho sottoscritto a suo tempo per il referendum, ma ora con l’attuale situazione politica nemmeno io so se e cosa voterò.

La democrazia ridotta a conseguenza della propaganda, ecco un altro difetto del sistema che ancora appare l’unico possibile, oltre che pieno di difetti. In fondo dell’aggettivo “democratico” si dovrebbe fare l’uso che si fa dell’aggettivo “umano”, cioè in senso più negativo che positivo.

Ad ulteriore prova ci si può riferire al referendum molto rozzo e spicciolo che quotidianamente il Corriere fa tra i suoi lettori, nella sua edizione di pochi giorni fa, che sondava la loro opinione in merito al discorso di Obama al Cairo. Il 71% l’ha giudicato positivo e mi è venuto da domandarmi quanti di essi (o anche del 29% critico) l’avessero non dico letto e capito, ma solo meditato sulle parole dei giornali.

E’ inutile prendersela. Così come vendite e pubblicità sono inseparabili, altrettanto è per democrazia e propaganda.

Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.

475. 05 06 09 Discorsi e realtà

Giugno 5, 2009 di koufax

Obama parla ai musulmani dal Cairo e giù un’ondata di complimenti. L’Europa sembra ancora più dell’America in piena luna di miele con il Presidente; si direbbe che Bush le faceva paura di mettere a rischio la vita comoda e spensierata che andiamo conducendo.

Io non credo alle parole dei discorsi politici e non parliamo di quelli fatti in periodi elettorali. Credo ai soli fatti e non alle intenzioni.

Non so quanto durerà la luna di miele e non voglio affatto augurarmi che capiti ad Obama, per dimostrare che tipo di Presidente egli sia, quello che è capitato a Bush sette mesi e mezzo dopo l’inizio del mandato, cioè l’11/9.

474. 31 05 09 Antisemitismo

Maggio 31, 2009 di koufax

Comincio a pensare che la fissazione degli ebrei di vedere antisemitismo dappertutto abbia un fondo di verità. A Parigi un ragazzo negro ed ebreo, commesso in un negozio di elettronica, è stato rapito, torturato e dopo 20 giorni ucciso. I rapitori chiedevano un impossibile riscatto alla famiglia, povera, e alla comunità ebrea; il loro capo era un negro ivoriano, che aveva subornato, da pazzo paranoico, una ventina ( non pochi!) di amici per compiere e gestire il rapimento. In questi giorni vengono processati.

Ma il grosso dell’antisemitismo non sta qui. Sta nel fatto che i giornali italiani stentano a parlarne. L’altroieri il Foglio lo ha fatto per primo e ieri il Corriere, solo lui, l’ha seguito. E’ una forma di chiaro antisemitismo, la paura che parlare di fatti del genere significhi uscire dal politicamente corretto.

Forse la fissazione degli ebrei a vedere pogrom dappertutto comincia ad avere un fondo di oggettività. Ci sono sempre più in giro un mucchio di odiatori di professione e di paranoia che seguono una certa onda e trovano nell’antisemitismo uno sfogo ai loro istinti, protetti come si sentono dalla parte di politica che si dichiara, ipocritamente, antiisraeliana e antisionista e non antisemita.

473. 17 05 09 Dodici

Maggio 17, 2009 di koufax

Sono 12 degli attuali 17 scudetti vinti dall’Inter quelli la cui conquista ho direttamente vissuto. E al momento della gioia per l’ultimo mi chiedo se ne potrò vedere degli altri. Il guardare avanti presenta degli inconvenienti, ma è inevitabile se si ha l’abitudine di sentire il proprio passato compreso nel proprio presente, se si ha cioè una visione complessivamente dinamica della propria vita.

E mi chiedo anche se al prossimo campionato che l’Inter non vincerà, la delusione non sarà ben maggiore delle tante passate. E’ probabile, ma forse avremo anche perso il senso di inferiorità che ci tormentava prima di questa serie. E così, quando diremo “Sarà per l’anno prossimo” ci crederemo veramente e non sarà un modo abitudinario di uscire dalla delusione presente.

472. 16 05 09 Ratzinger ingenuo

Maggio 16, 2009 di koufax

Benedetto XVI è un buon Pastore e passerà alla storia come un combattente, teologo e diplomatico, contro l’ateismo europeo dilagante; per i risultati ci vorrà tempo.

In compenso è un pessimo politico, si affida quasi solo alla correttezza ufficiale.

L’avevo già sentito deprecare il riscaldamento globale e il trattamento riservato ai precari, assieme ad altre uscite su temi minori, che mi avevano meravigliato e lasciato lì.

Giorni fa in Terrasanta ha chiesto l’abolizione dei muri tra i popoli. Detto là da un diplomatico come lui, era chiarissimo il riferimento al muro eretto dagli israeliani, che ha praticamente eliminato gli attentati suicidi in Israele.  Una richiesta incredibile, pazzesca.

Cos’è? Male informato, troppo gentile con i palestinesi che hanno qualche cattolico tra le loro file, o semplice ignoranza ingenua?

Comunque sia, è una mostruosa ombra sulla sua immagine.

471. 15 05 09 Imbecille adrenalinico

Maggio 15, 2009 di koufax

L’imbecille sono io, che ieri sera mi sono fatto portare via il portafoglio in tram da uno zingaro sudato che mi ballava attorno.  Non solo l’avevo classificato, ma mi sentivo tutto sicuro perchè “sentivo” la pressione del portafogli sulla natica destra. Ma ho portato la mano alla tasca posteriore solo dopo che lo zingaro era sceso dal tram e la pressione del portafogli me l’ero sognata.

Anche l’adrenalina è la mia. Sceso dal tram ero furente con me stesso, talmente furente che devo aver messo l’adrenalina in circolo. Dopo un po’ avevo smesso di sudare e sono volato al Commissariato di Polizia a fare la denuncia, avendo dimenticato la debolezza e l’abbandono provocatimi da questi giorni afosi della mia ennesima primavera.

Ripensandoci, l’arrivo dell’adrenalina mi ha un pochino, solo un pochino, consolato. Possiedo ancora una scorta di energia e lucidità per i momenti difficili. Poi però la visita all’Anagrafe per rifare la Carta d’Identità rimetterà le cose a posto.

470. 14 05 09 Scienza e religione

Maggio 14, 2009 di koufax

Ho scorso abbastanza velocemente un libro che credevo trattasse l’evoluzionismo visto da un geologo. Invece l’autrice si affannava a dimostrare, le rocce c’entravano proprio poco, che la teoria dell’Intelligent Design non è materia da insegnamento scientifico nelle scuole.

Bella scoperta. Sarebbe semmai materia religiosa, è chiaro. Ma il dibattito in USA su questi argomenti è vivissimo. Noi dibattiamo in astratto costituzione dittatura liberalismo. Loro vanno più sul concreto. E la religione è per loro assai concreta, quindi anche evoluzione e aborto.

Io apprezzo la loro passione per le materie di principio, ma comprendo assai poco la necessità di dover dimostrare asserzioni che per me sono importanti ma non necessitano lunghi dibattiti.

L’evoluzionismo ha in fondo poco a che fare con la religione, salvo per quelli che credono che Bibbia e Corano rappresentano l’unica verità descritta letteralmente o che al rovescio credono, in verità poco scientificamente, che l’universo sia nato dal caos, grazie ad un Big Bang cui chissà chi avrebbe fornito l’energia.

E quelli che sostengono che la scienza scoprirà certamente domani quello che oggi ignora, mi fanno venire in mente un Achille che, fuori dal paradosso, insegue invano la tartaruga. Non la prenderà nè domani nè mai.

E così quelli che combattono, chissà perchè, la scienza come fosse un nemico da squalificare, mi ricordano i paranoici che se non hanno un nemico, se lo creano artificialmente per prendersela con qualcuno o qualcosa. Eppure si scrivono pile di libri per sostenere una o l’altra opposta verità e il bello è che ci deve essere gente che li legge con attenzione.

Beato chi crede o non crede in silenzio, anche in questo caso d’oro.