Gheddafi si traveste da clown ma non deve essere uno stupido. E’ al potere da 40 anni e questo non è facile in nessun paese. E’ presidente dell’Unione Africana; onorificenza che si sarà pure comprata, ma anche per corrompere esiste una certa arte.
Ha scelto di circondarsi di una quantità di stranezze che colpiscono il nostro occhio di occidentali civilizzati ma sotto sotto è un abilissimo dittatore il cui unico errore è stato quello di strafare abbattendo un aereo USA pieno di passeggeri, e la ritorsione che è puntualmente arrivata l’ha lasciato vivo per miracolo, però rinsavito e da allora è stato molto più prudente: Sempre originale ma più nella forma che nella sostanza.
Berlusconi, furbo come lui, si è sforzato di vedere il mondo come lo vede Gheddafi e deve esserci riuscito, fino a farselo amico. Un amico che nella sostanza all’Italia fa molto comodo: ci vende un mare di petrolio e di gas, e con il ricavato compra in grande quantità forniture e merci italiane. A lui non deve piacere trafficare con tedeschi e anglosassoni, che deve ritenere meno malleabili e meno propensi a passare sopra le sue originalità. Ogni tanto, con la scusa del nostro colonialismo, ci propina sgarbi inimmaginabili, che però sa che noi sappiamo come superare e alla fine tutto torna come prima.
B. ha avuto la pensata di invitarlo a Roma per una settimana, quella scorsa, ed è stato un happening. Si è piazzato in una tenda nel giardino di Villa Doria-Pamphili (ma a dormire andava in villa); si è fatto accompagnare da un harem di Amazzoni spacciate per guardie (letteralmente parlando) del corpo; ha intrattenuto una platea di donne, costringendole ad applaudirlo quando rivelava loro che esse a casa sua sarebbero parte del mobilio; ha ricambiato con un ora di ritardo la mancata ricezione nell’aula del Senato, sostituita da altra saletta del Palazzo; ha debitamente lanciato un’assurda accusa agli USA; ha costretto Fini (che da nostro Ministro degli Esteri non gli deve essere stato molto simpatico) a cancellare una visita alla Camera in quanto in ritardo non giustificato di 2 h; alla fine ha concesso un colloquio notturno in tenda ai due furboni della nostra politica, il citato B. e D’Alema, nel quale si sarà certamente parlato di cose serie.
La stampa italiana non poteva fare a meno di indignarsi per molti suoi comportamenti e c’è da capirla. E moltissimi italiani, dimentichi che d’inverno le case devono essere scaldate e che le loro numerose auto devono partire subito, al primo tentativo, hanno cavalcato l’ondata di indignazione. Il pragmatismo non è il forte degli italiani, che notoriamente credono di essere molto furbi e che tutti i conti saranno pagati con fondi altrui.
Io mi sono divertito, anche alle spalle dei miei connazionali, devo confessarlo e farne ammenda. Anche perchè penso che pure Gheddafi si deve essere molto divertito, una supposizione anch’essa divertente.
La vita sarà pure un sogno, ma spesso è bella perchè divertente.