Archivio per Gennaio 2008

120. 31 1 08 Amor di Patria

Gennaio 31, 2008

Forse devo abbandonare il mio scettico-fatalismo per un momento e lasciarmi indignare da quanto la politica ufficiale sta mostrando in questo momento, che in teoria sarebbe facile e obbligato negli sviluppi, ma che la protervia della sinistra sta cercando di cospargere di stramberie per confondere le acque.

Esistono certamente da noi dei “poteri forti” e da che parte stiano è molto facile individuare in queste occasioni. E la comprensione delle ragioni di volgare interesse segue ad un passo. Non per nulla i 3 Presidenti della Repubblica dall’arrivo di Berlusconi gli sono sempre stati ostili. alla faccia della metà di Italia che lo sostiene, malgrado tutto.

Il coro di consensi che si è levato alla proposta di varare la nuova legge elettorale era previsto, ma la sua estensione suscita meraviglia.

Montezemolo consente velocemente e non si capisce se a temere altri 5 anni di Berlusconi sia lui o la Confindustria. Certo con Prodi la Fiat deve averci guadagnato e così il gruppetto dei suoi subfornitori tipo Bombassei.

Meno chiaro è il motivo di Confcommercio e di Confagricoltura. Forse ci saranno ritardi nel versamento dei sussidi statali.

Ancora meno chiaro è se l’Episcopato italiano volesse veramente appoggiare la sinistra con l’ultima dichiarazione, però il momento scelto per esternare preoccupazione e incitare all’unione lascia molti dubbi che debba essere così. Naturalmente nessuno ha protestato per questa intrusione clericale.

Anche Almunia ha parlato da Bruxelles sottolineando che i conti pubblici nostrani vanno meglio; a lui non interessa che siano migliorati grazie all’aumento delle tasse e che questo aumento non può giovare alla nostra economia. L’Italia all’estero è solo vista in funzione del nostro elevatissimo deficit, che può essere pericoloso per l’Euro. L’Italia si perda, ma l’Euro deve salvarsi.

Avendo pazientemente sopportato tutti gli inutili richiami al buon senso ed al bene comune da tanti che magari fanno ammenda per gli errori commessi dal centrosinistra al momento della presa di potere 20 mesi fa, sono però balzato sulla sedia sentendo ieri sera l’on. Latorre richiamare all’amor di Patria, un pezzo di passato messo da tempo in soffitta e ora riportato in luce da un ex-comunista multicurale e proimmigrazione. L’improntitudine non ha veramente limiti. A sinistra si tende sempre a procedere con la guerra alle streghe e con un loro risuscitamento quando ci si accorge che potrebbero servire alla causa.

Parlo spesso della diffusione della stupidità, ma spero che quella italiana non basti ad ignorare tanta malafede e faccia di tolla.

Infine mi immagino Prodi, che, come fanno i monelli ma forse anche certi delinquenti, alla sera tornato a casa scoppia in fragorose risate nel constatare il casino che è riuscito a combinare. Non so se goderne pensando alla sinistra o soffrirne pensando all’Italia e un pochino anche al povero Veltroni.

119. 30 1 08 Arbitraggi politici

Gennaio 30, 2008

La tendenza polemica dei media e la paura che l’Inter possa rapidamente chiudere il discorso scudetto 2008 (anche se la Roma è sempre una minaccia seria) hanno creato la montatura una settimana fa degli arbitraggi favorevoli all’Inter.

Sono subito seguite due partite di fila, con la Juve e l’Udinese, nelle quali gli arbitri hanno fatto vedere di aver capito il messaggio. L’inter le ha giocate per 75′ in 10 per due espulsioni, con decisioni incomprensibili, soprattutto la seconda.

L’Inter ha reagito con il silenzio stampa, che manda in bestia i media, privandoli del loro nutrimento. E’ stato perfino invocato l’esempio americano (gli USA sono molto odiati ma altrettanto spesso citati ad esempio) dove, per contratto TV, gli allenatori devono tenere la conferenza stampa dopo la partita.

Non è stato però fatto notare che il tema “sudditanza psicologica” non viene mai toccato dagli americani, che prendono gli arbitraggi, che anche da loro spesso comportano decisioni sbagliatissime e criticatissime, come il tempo meteorologico. A parte il fatto che su domande riguardanti gli errori arbitrali, i giornalisti si beccano frequentemente come risposta un secco “no comment”.

118 29 1 08 E intanto l’Italia……

Gennaio 29, 2008

Un mio commentatore dichiaratamente pessimista ritiene che mentre i politici litigano e non decidono, l’Italia vada a rotoli.

Rieccheggia la famosa sentenza di Livio sulla prima guerra punica : “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”. Mentre a Roma si discute, i Cartaginesi espugnano Sagunto. Un fatto storico incontestabile, con un rapporto causa/effetto accertato.

Questo rapporto vale anche per la Roma odierna? Io credo di no.

E’ certo che l’Italia stia andando lentamente in rovina, come tutta l’Europa, ma certamente a maggior velocità e la politica può poco essendo essa stessa un sintomo ed una conseguenza del decadimento.

Essa nulla può contro l’inaridimento demografico e la lenta trasformazione in un paese multietnico e popolato da vecchi, contro l’inaridimento familiare e l’educazione dei figli lasciata ai media ed alle compagnie giovanili, può poco contro il mostruoso impoverimento dell’insegnamento, il dilagare dei cattivi maestri, la tendenza italica alle consorterie. E ancora nulla contro la paura del rischio, la caccia al posto fisso, l’invenzione del precariato come male che ci affliggerebbe, la ricerca intesa come occupazione permanente: è anch’essa vittima dei lati più pericolosi della democrazia degenerata in demagogia, degenerazione inevitabile in un paese che poco o nulla concede ai valori comuni e che sente lontanissimo lo Stato ed i suoi interessi dai propri.

Abbiamo versato in ormai 60 anni immensi capitali nel problema meridionale e ci ritroviamo con mafia camorra e ndrangheta più forti che mai, con i campani che se la prendono con tutti fuori che con se stessi per la spazzatura in strada. Si dice che la colpa sia della politica, non del carattere medio del nostro Sud.

E tutti vogliono farla , la politica. La vogliono fare i magistrati, i sindacati, la Confindustria, i media. Nessuno che si voglia limitare a far bene le cose proprie. Tutti sanno solo esprimere il concetto ” ci vorrebbe una legge che …”. E infatti i politici fanno leggi, tante leggi, una nuova legge ad ogni minimo problema che sorge all’onore delle cronache per essere sostituito dal prossimo dopo pochi giorni. Forse le leggi, qualche saggio l’ha detto, dovrebbero solo vietare, ma quelle odierne vorrebbero essere propositive, vorrebbero cambiare in meglio le cose, riuscendo solo ad aumentare il caos legislativo, un male senza genitori apparenti, che però è un’ottima scusa per la lentezza giudiziaria. E per ogni legge propositiva ci vogliono quattrini e le tasse aumentano e con esse la riprovazione per quelli che cercano di evaderle, come se esistessero in giro italiani che potendo evadere senza o con minimo rischio preferiscano pagarle comunque, le tasse.

Un’immensa confusione. Io però ripeto che la colpa non è della politica, ma dentro di noi, come a Napoli per i rifiuti in strada.

Ma c’è di più. Dopo aver elencato tante riprovazioni, non riesco ad essere eccessivamente pessimista io stesso. Le cose vanno comunque avanti e la rovina arriverà così lentamente che non avrà data di nascita.

Intanto infatti la gente se la gode e non ha affatto il ritegno di nasconderlo. I turisti in partenza per lontani lidi, naturalmente low-cost, contemporaneamente si lamentano. “Cara signora, non si può andare avanti così”. “Noi siamo tra quelli che fanno fatica ad arrivare al 27, se mai ci riusciamo”. Su questi temi i media ci marciano, perchè lamentarsi -e soprattutto dare scuse ai clienti per lamentarsi- accresce i ricavi. Un solo esempio maligno: ieri sera la TV mostrava una tabella Bancaitalia per cui dal 2000 in poi le entrate dei lavoratori dipendenti non sono cresciute, mentre quelle degli artigiani sarebbero cresciute del 13% (il famoso effetto Euro). In un angolino una nota precisava “a costo della vita aggiornato” ma guai a sottolinearlo, avrebbe potuto causare un sentimento altruistico: io vado come 8 anni fa, ma sono contento per gli artigiani e commercianti, mestieri che io non farei mai perchè il posto fisso è più comodo. Invece no, domani guarderò ancora più di sbieco il panettiere, perchè la TV ha detto che il mio stipendio non è cresciuto ma i suoi ricavi sì.

Il mio interlocutore, forse sprovvisto del mio fatalismo, mi odierà. E’ suo diritto. Io procedo tranquillo dando molto spazio anche al lato ottimistico della vita, in attesa di fare anch’io il turista ma cercando di non lamentarmi, una mia snobberia.

117 28 1 07 Al è incazzato e non ha tutti i torti

Gennaio 28, 2008

Un amico affezionato ma provocatore mi ha regalato la versione italiana del libro di Al Gore “L’assalto alla ragione”.

L’ho letto, un po’ in fretta, ma sufficientemente per coglierne il contenuto, che non è principalmente di allarme ecologico per il global warming, bensì quello di un vero e proprio pamphlet anti-Bush. Elenca con grande vigore e dettaglio tutte le “porcate” che GWB avrebbe compiuto nei primi 6 anni di Presidenza, con l’aiuto della sua “cricca” di fissati guerrafondai. Quanto al global warming, Gore dedica una decina di pagine su quasi 200 totali, limitandosi a riportare l’allarme degli scienziati più accalorati in materia. Fatto interessante, la battaglia ecologica non andrebbe combattuta solo per risparmiare cataclismi alla Terra, ma anche per il piacere di combattere una battaglia giusta e molto motivante.

Comunque il bersaglio del libro è GWB e si può ben capire l’accanimento di Gore che per qualche centinaio di voti in Florida perse nel 2000 la Presidenza.

Il Nobel 2007 per la pace gli deve essere stato assegnato per ripagargli la fatica delle numerose conferenze, lautamente pagate, che da allora tiene con una certa continuità negli USA. Se c’entra la lotta per l’ecologia, il libro, propagandatissimo, non c’entra.

116. 27 1 08 Se non me la dai, puttana sei.

Gennaio 27, 2008

Il titolo rappresenta la versione pornografica di una affermazione di Dario Franceschini, vice di WV, in merito alla sollecitazione a Berlusconi perchè accetti un governo di transizione e non chieda le elezioni.

La solita spocchia assurda della sinistra che crede di essere l’unica depositaria della ragione e pretende di dettare condizioni e politiche agli avversari. Anche dopo una sconfitta epocale. Dimenticando che il sistema elettorale che oggi depreca è quello che le ha dato 20 mesi di illusione di potere; che quello che oggi pretende da Berlusconi è quello che Prodi non ha voluto fare dopo un’elezione finita sostanzialmente in parità, cercando invece di comandare con il supporto dei senatori “esteri” e di quelli, non eletti, a vita. E preferendo alla fine la catastrofe alla ragionevolezza. 

La risposta di Berlusconi è molto facile, anche se con le elezioni in vista può essere solo sottointesa.

Andiamo alle elezioni in fretta.

Se vincerò con un certo margine al Senato (alla Camera nessuno ha dubbi visto che due anni fa ho perso per soli 24.000 voti), vedrò allora se sarà il caso di accordarmi con voi per fare le riforma necessarie. Dato però che ragionare con voi è molto difficile, sarà possibile solo se il Veltroni di queste ultime settimane sarà ancora in essere; altrimenti vedremo cosa potremo fare da soli per governare l’Italia.

Se invece la mia vittoria sarà risicata, allora sarà giocoforza trovare un accordo con voi e che Dio ce la mandi buona.

Se facciamo le elezioni ai primi di aprile, tra soli tre mesi saremo in grado di cominciare un discorso non forzato su basi più serie (e migliori per me) di quelle odierne.

Ma il vero paradosso di questi giorni è che i partitini dell’estrema sinistra dovrebbero volere più di tutti le elezioni anticipate, perchè altrimenti permarrebbe il rischio, per loro gravissimo, del referendum, che dovrebbe essere indetto entro il 15/6. Ma come fanno a stare dalla parte di Berlusconi? Che preferiscano suicidarsi piuttosto che dargli ragione?

115. 26 1 08 Chi tradisce tradirà

Gennaio 26, 2008

A sinistra tutti a chiedersi il “vero” perchè del tradimento di Mastella. Giuliano Ferrara trova la causa nell’arroganza di un piccolo procuratore della Rep. di S. Maria Capua Vetere, ma io dissento sul motivo.

Il motivo mi sembra evidente.

Mastella è un boss politico, simpatico e intelligente, di una provincia meridionale. Controlla quasi 500.000 voti, non pochi. Per mantenerli e soddisfare la propria ambizione, deve dimostrare di meritarseli concretamente, in tutti i modi possibili. Per questo l’opposizione non è il luogo più adatto per lui.

Nel 94 fu con Berlusconi, ma come sentì che il Cavaliere non ce l’avrebbe fatta, lo piantò, auspice Cossiga, per passare dall’altra parte e permettere a D’Alema di fare il Capo del Governo. Continuò così fino al 2001 e ben 5 anni all’opposizione devono essere stati assai duri per lui.

Vinse, si fa per dire, con Prodi, nel 2006 e fu fatto, figuriamoci, ministro della Giustizia. Molto felice all’inizio, comprese che non sarebbe durata; continuò a litigare con Di Pietro, altro bel tipo, mandò giù, sopportando la guerra che dalla TV di Stato e dalla procura di Catanzaro gli si mosse. Aspettava l’occasione, la scusa buona per i suoi di Ceppaloni, l’unico mondo che gli interessa. Si innervosì a sentire i propositi di Dini, temendo che altri si muovessero prima di lui: chi causa una sconfitta è a suo modo un vincitore.  Capì che difficilmente avrebbe evitato il referendum, per lui pericolosissimo; ascoltò WV sostenere la solitudine del PD, una evidente conferma delle sue paure.

A questo punto un giudicicchio gli arresta la moglie per un’accusa da tutti definita ridicola. L’onore della famiglia: ecco il tema ideale per il suo clan. O adesso o mai più. Anche perchè il centrodestra è avanti nei sondaggi e certamente andrà subito alle urne. Berlusconi di certo gli aprirà le braccia, passerà un altro anno (la sua logica deve essere la stessa di quelli che oggi fanno il mondo borsistico, ma passano per eroi) e poi si vedrà.

Il resto è noto e, ribattendo a Ferrara, causa e motivo “vero” talora non coincidono. A me sembra semplicissimo.

114. 25 1 08 Attenti agli zingari

Gennaio 25, 2008

Oggi verso le 14 percorrevo via Cenisio a Milano, quanto ho udito un forte colpo dietro sulla carrozzeria. Non mi sembrava di aver urtato qualcuno, poi però ho visto un paio di persone sulla macchina che mi seguiva che gesticolavano per fermarmi. Mentre pensavo a cosa fare, mi sono ricordato che un amico mi aveva avvisato di piccole truffe tentate dagli zingari per estorcerti qualche Euro. Allora ho aspettato che mi si affiancassero e, senza guardarli ho fatto grandi cenni di diniego; insieme ho afferrato il telefonino e l’ho portato all’orecchio, come per fare il 113. Sono subito scomparsi.

113. 25 1 08 Prodi se ne è andato

Gennaio 25, 2008

Prodi se ne è andato, nel peggior modo possibile, forse per bruciare tanta più terra possibile alla sua spalle.

Napolitano e il PD vorrebbero che prima delle nuove elezioni si riformasse la legge elettorale. Bettini, molto vicino a Veltroni, ha avuto l’ingenuità o la sfrontatezza di chiedere a Berlusconi di passare alla storia collaborando da subito alle “riforme”. In teoria si potrebbe riformare con questo Parlamento la legge elettorale in pochi giorni mettendo al Senato formule di calcolo dei seggi su base nazionale come già esistono alla Camera; occorrerebbero pochi giorni e poi si potrebbe andare subito a votare, però il centrosinistra non credo vorrà fare questo favore al centrodestra, aumentando le proporzioni della sua prossima probabile vittoria. Se dovesse essere riforma, il centrosinistra pensa a mesi e non a settimane. E’ evidente che al centrosinistra serve tutto il tempo possibile di rinvio per allontanare il ricordo di questo mese di gennaio così terribile per esso. Dal punto di vista di Veltroni, però le cose potrebbero essere diverse.

In pratica ci saranno a marzo o ad aprile nuove elezioni. E se perderà, Veltroni avrà tempo per mettersi a lavorare con calma alla creazione del PD.

A destra si aprono molti problemi da risolvere.

Il primo che vedo è molto sottile: Berlusconi vuole veramente impelagarsi a fare il Primo Ministro fino al 2013? Probabilmente vorrebbe fare il padre nobile e lasciare il ruolo a qualcuno fidato. Ma se Fini e Casini non possono obiettare a B. premier potrebbero ben puntare i piedi di fronte ad un altro e sarebbe ancora peggio se B. dopo la vittoria volesse passare a qualcun’altro la carica. D’altra parte, nel 2013, se Napolitano ci arriverà visto che questi ex-Presidenti hanno lunga vita, non sarebbe il prossimo Parlamento ad eleggere il nuovo Presidente, che certamente B. vorrebbe essere, ma quello allora eletto e B. avrebbe ancora delle chanches, sempre che anche lui sopravviva fino ad allora?

Cosa farebbe il centrodestra delle poche riforme fatte da Prodi? Ritornerebbe allo scalone, per esempio? Con l’alta velocità non ci sono dubbi, ci darebbe dentro, ma con il Ponte sullo stretto? E con il caso Alitalia-Malpensa?

E’ molto probabile che di riforma elettorale non si parlerebbe più per un po’, anche perchè se oggi la legge elettorale resta la stessa, nella primavera 2009 si effettuerebbe il referendum e una volta espresso, se così fosse, il volere popolare, non sarebbe carino andarci contro direttamente con una nuova legge.

Quella che servirebbe sarebbe una modifica radicale della Costituzione, da proporre tramite una apposita commissione tipo bicamerale. Di una seconda Costituente, neanche a parlarne; nel 1946 non esisteva un Parlamento, che oggi dovrebbe ratificare la proposta di cambiamento costituzionale e quindi non permetterebbe ad un ente esterno di occuparsene.

Che atteggiamento si pensa di tenere con l’ipotetica opposizione di sinistra? Le si lascerebbe, come si usava con la 1° Repubblica, la Presidenza di una delle due Camere? Se ne cercherebbe la collaborazione se l’odio per Berlusconi fosse cessato? Sarebbe possibile proporre comunque una collaborazione, naturalmente dopo il voto, su temi come la riforma giudiziaria o quella “moralistica” circa le nomine agli enti pubblici?

Cosa si fa con Mastella? Il suo è il 2% dei voti, non proprio una bazzecola.

I temi sono tanti. La situazione è nuova e aperta improvvisamente, malgrado la crisi di Prodi fosse da tempo nell’aria. Se l’Italia non fosse in quella terribile crisi in cui si trova, si potrebbe pregustare settimane di divertimento. Anche se poi ci si può solo immaginare che alla fine sarà il solito pianto.

Ho voluto buttare giù a caldo queste mie idee anche in assenza di tempo di riflessione vera, per avere il piacere di confrontarle tra qualche settimana o mese con quello che realmente succederà, per magari concludere che anch’io sono un cretino, come ne vedo tanti in giro.

112. 24 1 08 Panta rei

Gennaio 24, 2008

Tutto scorre, anche l’innato odio per la Juve. Ieri sera ho visto Inter-juve 2-2 di Coppa Italia e mi sono divertito. L’Inter, in 10 per 80′, vinceva 2-0 e ha preso due gol nel finale. Aveva fatto il primo gol mentre era in 9 e così al secondo della Juve. Piena di riserve, ha giocato decentemente alla faccia di chi la dava per già stanca.

Quelli della Juve ci danno dentro come una squadra di provincia e mi facevano tenerezza. Forse anche perchè il loro mister, Ranieri, è una persona educata e priva di volgare revanscismo verso l’Inter, come sono ancora molti dei suoi tifosi, incapaci di pensare a Moggi come ad un delinquente che li ha rovinati.

111 23 1 08 Sogno o son desto?

Gennaio 23, 2008

Devo aver già detto che vado sempre più convincendomi che il mondo è pieno di cretini, così pieno che anch’io devo avere un’alta probabilità di esserlo. Ieri mi sono convinto che lo sono: ho letto e riletto più volte una frase di un teologo, un po’ controverso, ma pur sempre un teologo ufficiale ed anche “cattolico”, e non riuscivo ad uscire dall’alternativa di sognare o di essere cretino dato che non riuscivo a capirla, la frase in questione.

Il teologo è un certo Vito Mancuso e nell’articolo sostiene che la Chiesa deve accettare la realtà: occorre, se vuole sopravvivere, che abbandoni la fede per la ragione. Un parere bizzarro, ma pur sempre un parere.

La frase è la seguente:

” Come è possibile fare del Logos (cioè della Ragione, ndr) il criterio decisivo con cui considerare la natura, e poi sostenere nel contempo la creazione ex nihilo (dal nulla, e forse tutte le creazioni sono dal nulla, altrimenti sono trasformazioni, ma lasciamo perdere, altra ndr), quando oggi si sa che l’energia non si crea nè si distrugge, ma si trasforma (primo principio della termodinamica)?”

Sono rimasto di sasso e mi aspettavo che la frase avrebbe fatto scandalo, quindi per commentarla ho atteso di leggere il Foglio odierno, pensando che avrei trovato un fiume di commenti e di indignazioni.

Invece niente.

Un teologo applica la termodinamica alle azioni divine, nessuno scandalo. Mette in dubbio che l’onnipotenza divina possa comprendere la creazione di energia, anzi che questo fatto sia a fondamento della creazione dell’universo, nessuno obbietta.

Devo essere in catalessi. Non ho nemmeno il coraggio di scrivere una lettera a Ferrara: devo essere uscito di senno, fatto di cui i matti per definizione non si rendono conto.