A Saronno tutti conoscono Santino Cattaneo, detto Santino, che nella confinante Rovello Porro aveva uno spaccio di abbigliamento noto in tutta la Lombardia per vendere roba di qualità a prezzi molto bassi. O meglio, a prezzi di simpatia: la merce era disponibile alla rinfusa nel magazzino, si raccoglieva quella interessante e la si portava alla cassa dal Santino, che ti sparava un prezzo (solo per contanti) guardandoti negli occhi. Il quale era era sempre molto invitante, quindi si pagava e il Santino gettava i quattrini alla rinfusa in un sacco nero della spazzatura. Con i lauti guadagni, il Santino si è costruita una gigantesca villa, detta “La Casa Bianca”, alle porte di Saronno, un nuovo lussoso grande magazzino, e si è dato alla speculazione immobiliare, anche qui con un certo successo. Con lui è venuto su un altro rovellese, tale Brescia, noto a Saronno soprattutto nei bar, dove non mancava di mostrare casualmente il revolver che portava alla cinta come guardiaspalle del Santino e la sua fede nell’Inter. A Saronno si è sempre creduto che i bassi prezzi del Santino derivassero da prodotti delle grandi marche che gli passavano molto sottocosto partite che avevano qualche minimo difetto, però invisibile ai più, e che alla gente non solo comune andavano benissimo. Però le tracce reali di questi difetti non erano facili da trovare e molti dubbi restavano. Finchè nei primi anni novanta, con gran scandalo cittadino, i due, Santino e Brescia, furono arrestati e condannati per ricettazione e passarono al fresco forse anche qualche anno. Uscito dalla galera, il Santino ha chiuso lo spaccio di Rovello e continua solo con il grande magazzino a Saronno. Il quale ormai lavora a pieno ritmo, anche se i guadagni non sono più quelli del passato. Ogni tanto arrivano partite molto convenienti e i bene informati ne approfittano per correre e comprare. Il Brescia sta molto attaccato a quelli dell’Inter e immagino che li informerà tempestivamente e con riconoscenza di queste occasioni.
A Saronno tutti sapevano che dopo la strage di Duesseldorf anche i telefoni del Santino e del Brescia erano stati messi sotto controllo e il Brescia se ne vantava girando per i caffè.
Ora succede che i romanisti sono alla caccia di tutti i mezzi leciti ed illeciti per vincere lo scudetto 2008, strappandolo all’Inter vittima di tendenze suicide; qualcuno di loro in qualche tribunale deve essere venuto a conoscenza delle registrazioni ed ha pensato bene di divulgarle ieri, antivigilia della giornata decisiva.
Si sarebbe potuto pensare che il risultato della divulgazione sarebbe stato un moto di indignazione per questo soprassalto del solito tema registrazioni. Invece no. Il sospetto fa notizia, anche se bisogna accompagnarlo con la dichiarazione, che in teoria la contraddirebbe, che i CC hanno escluso ogni rilevanza penale. L’Inter nella bufera alla vigilia della partita decisiva, ecco la notizia trasformata e messa ieri per prima su qualche TG ( il TG2 delle 13 per esempio, e la titolazione di Televideo). Già, la RAI, romana come l’Alitalia, e piena, come molti uffici pubblici romani e meridionali, di nullafacenti.
To add insult to injury, il Prefetto di Parma ha ricevuto uno strano “consiglio” da Roma: vietare la presenza dei tifosi interisti alla partita di Parma. Una specie di par condicio, e per evitare che i turbolenti e temuti tifosi romanisti, cui era stato vietato il viaggio a Catania, decissero di venirsene a far casino in Padania. Con il senso di giustizia che a scuola si recepiva quando per colpa del solito esagitato veniva punita tutta la classe.
Io continuo a credere che l’Inter ce la farà, ma fino ad ieri mi dicevo che altrimenti pazienza: la Roma forse ha giocato meglio e con più determinazione dell’Inter, che si è abbandonata a pratiche psicologiche strane, quasi suicide, e comunque sopravviverò.
Oggi è diverso, l’Inter deve farcela e il meglio sarebbe se perdesse e la Roma pareggiasse, alla faccia dei suoi tifosi. Lo so che sono delle povere anime, che non hanno molto cui attaccarsi, da chiedere alla vita. Però quando ce vò, ce vò. E così sarò domenica alle 15 con la bava alla bocca davanti alla TV.
E se andasse male, domenica notte sognerò l’unione politica dell’Europa, cui l’Italia potrebbe partecipare con due stati, l’Italia del Nord e l’Italia del Sud, come le Caroline o i Dakota, o come la W. Virginia, separatasi dalla Virginia al momento della Secessione. E Roma con il Sud, naturalmente, e ci sarà da divertirsi a vedere come si potrà mantenere.
Non c’è niente da fare, siamo diversi, non solo nella lingua.
maggio 16, 2008 alle 2:44 pm |
Ben detto ! Pensa che sono anche riusciti a farmi diventare simpatico Mancini… Peccato solo che domenica non ci sia un modo per fare vincere all’Inter lo scudetto e contemporaneamente salvare il Parma.