Archivio per la categoria ‘Ambientalismo’

148. 20 2 08 Una curiosità

Febbraio 20, 2008

Per i rifiuti napoletani la Stato ha già speso un sacco di soldi finiti in case al mare e BMW. Ora se ne dovranno spendere molti altri, anche per pagare il conto degli inceneritori tedeschi che possono bruciare le balle di immondizia accumumulate.

Mi piacerebbe che venisse detto che anche questo conto lo pagheremo noi; non che il tormento mi cesserebbe, ma freudianamente un tormento messo in piazza duole molto meno.

134. 10 2 08 Nucleari ambientalisti

Febbraio 10, 2008

Volendomi documentare sull’attualità degli impianti nucleari civili, ho ordinato due libri americani e sto finendo di leggere il secondo. Non vi ho trovato granchè di nuovo. Lo stile è sempre quello: molto preciso e didascalico, senza alcuna velleità professorale e fornendo tutte le spiegazioni necessarie per capire.

Mi ha colpito, in entrambi i libri, i molti riferimenti al riscaldamento globale, dato per sicuro e pericolosissimo, così da aggiungere una ragione decisiva alla necessità di tornare al nucleare, ormai sicurissimo.

Ora, ho approfondito abbastanza il riscaldamento globale, così da poter cogliere le esagerazioni e le inconsistenze dei tifosi sfegatati di tale pericolo. Così i filonucleari citano, giustamente indignati, le assurdità della guerra all’energia da essi tanto considerata, però riportano, tali e quali, le assurdità relative alla generazione della CO2, senza nemmeno cercare di metterle in discussione.

Con il che il lettore prende a sospettare della loro oggettività, se questa viene usata solo in favore delle tesi che i nuclearisti sostengono.

Cane non deve mangiar cane, no?

126. 5 2 08 Maestri cattivi perchè interessati

Febbraio 5, 2008

Ho sentito che il Commissario straordinario ai rifiuti campani Di Gennaro ha chiesto l’aiuto degli ecologisti per riportare la razionalità in tema di gestione dei rifiuti, che è stata finora vittima di tante assurdi dogmi. Ha ragione e va aiutato.

Sento molti lamentarsi per la stupidità delle folle campane che si oppongono a tutto, dalle raccolte differenziate agli inceneritori (mi rifiuto di chiamarli termovalorizzatori) e che bruciano i rifiuti, dato che queste folle si comporterebbero irrazionalmente.

Io invece le capisco, dato che il martellamento ecologico deve aver confuso al massimo le idee a molti che invece io considero vittime incolpevoli. O forse solo colpevoli di aver creduto a quello che sapientoni avevano detto loro in tema di tossicità, cancerosità, diossina, percolamento, ecc. Avendoci creduto è logico che si oppongano a tutto, dato che secondo gli ecologisti “gli è tutto sbagliato” ed anche pericoloso. Non si può chiedere alle folle una razionalità che i sapienti non praticano, il “sapere aude” kantiano.

E devo assolutamente approfondire la conoscenza della realtà della raccolta differenziata, venduta come la panacea del trattamento rifiuti, un concetto che respingo, per ora solo istintivamente e con poche ma chiare informazioni.

124. 4 2 08 Un bravo all’Austria

Febbraio 4, 2008

Ho letto che in Austria hanno deciso di abolire l’obbligo per le auto di circolare con i fari accesi anche di giorno, in quanto fa consumare energia senza apprezzabili vantaggi in termini di incidenti.

In Italia esiste un obbligo ormai poco rispettato (lo aveva posto il governo Berlusconi, quindi era sbagliato) sulle strade statali e sulle autostrade; io considero quest’ultimo la cosa più assurda, dato che in autostrada non esiste il doppio senso di marcia. Mi ero convinto che l’allora ministro lo aveva prescritto a fini assolutamente personalistici: deve essere uno di quelli che in autostrada vanno a velocità folle sempre in corsia di sorpasso; voleva portare il limite di velocità in autostrada a 160 km/h ed è molto probabile che volesse i fari accesi per essere autorizzato a lampeggiare per chiedere il passo.

Io mi ero già dato ad investigare quanto è il consumo di energia addizionale per marciare a fari accesi e calcolare i Megawatt inutilmente consumati sulle autostrade italiane d’estate. Non ho mai però chiuso il conto, che oggi l’Austria rende di pubblico dominio e quindi legittima.

Posso per analogia sperare che altrettanto accada presto, così che io faccia in tempo a gioirne, per altri due miei pallini, la marmitta catalitica e la raccolta differenziata, due simboli del progresso che io trovo non giustificati.

96.10 1 08 Diossina ed altro

Gennaio 10, 2008

Non c’è niente di cui io diffidi come delle sparate ambientalistiche.

Continuo a sentir dire che l’amianto è micidiale, quasi fosse stricnina. Ma si può mangiare e c’è chi l’ha fatto per dimostrare che non è affatto velenoso. I suoi guai sono derivati dagli stabilimenti nei quali veniva lavorato, cioè impastato laminato e tagliato in grande quantità e continuazione. Brandelli anche microscopici del minerale vagavano all’interno di queste officine e gli operai, respirandone l’aria, si ammalavano di asbestosi, che a lungo poteva anche provocare la morte ostruendo i bronchi e gli alveoli polmonari. Ma negli ambienti dove l’amianto era posato, non si correva nessun rischio. Ricordo che anni fa i dipendenti della mia società richiesero una verifica perchè nei condotti di ventilazione c’era amianto per insonorizzare; l’ASL scoprì che nei locali ce n’era meno che in strada, dove i bus liberavano particelle d’amianto dai ferodi dei freni.

Tuttavia l’amianto è ancora considerato un nemico mortale e la sua eliminazione richiede pratiche complesse e costose. Io ci rido, anzi ci piango su, anche perchè sono state passate per legge provvidenze a favore di chi ha lavorato in ambienti “amiantizzati” anche in misura minima, provvidenze che a questo nostro stato imbecille, e quindi a noi, sono costate molti soldi.

Questa esperienza mi ha reso molto diffidente nei riguardi di qualsiasi materiale venga indicato come nemico pubblico ecologicamente parlando.

La diossina è tra i più perseguitati, dai tempi dei defolianti in Vietnam, dove la persecuzione riguardava notoriamente anche i soliti americani, ma dove le quantità in gioco erano effettivamente elevate.

Bruciando a certe temperature i composti contenenti idrocarburi e cloro si forma una certa quantità di diossina, ma comunemente in quantità così modeste da essere misurate in picogrammi, un parolone che tratta i miliardesimi(!) di grammo.

Si dice che la diossina sia cancerogena, ma basta una breve esplorazione in Internet via il miracolo di Google per far nascere numerosi sospetti sulle reali conseguenze. La diossina non è un problema per la respirazione, ma per l’ingestione, il contrario dell’amianto. I test sulle cavie, nelle solite dosi per cavie, cioè elevatissime, dimostrerebbero che esse possono morire di cancro. Ma l’uomo è molto più grosso e finora non si sono dimostrate morti per diossina dimostrabili.

Attorno al caso di Seveso si è fatto un gran can-can; però sono passati decenni e le statistiche sulle morti di cancro nei dintorni dimostrano che si sono verificate meno morti di tumore e meno malformazioni neonatali non solo di quanto si temeva, ma anche di quanto si verificava prima dell’incidente. Naturalmente la notizia è stata soffocata.

Gli attuali rapporti USA ed Europei ufficiali, continuano a dire che la diossina è pericolosamente cancerogena, però ammettono che può essere provocata da normali incendi nei boschi e normali combustioni in cortile. Non ci sono tracce della sua presenza negli uomini al di fuori di qualche picogrammo nella nostre parti grasse che non bastano certo a provocare guai. E’ estremamente probabile, ma non certo, che qualcosa nel nostro modo di vivere ci porta ad avere un aumento del cancro, ma la causa precisa è ben lontano dall’essere scoperta. Come è noto c’è un strano parallelismo statistico tra l’igiene e la diffusione dei tumori.

E’ certo che le tracce di diossina nell’aria sono da anni in diminuzione.

Altra cosa sono i rifiuti delle discariche abusive, che essendo molto vari possono contenere veri e propri veleni, che spesso vengono chiamati “diossina”. Il problema non è nominalistico, perchè attribuisce un pericolo inesistente alle discariche controllate e ai bruciatori di rifiuti, con il risultato, come ora nel Napoletano, di distogliere l’attenzione dai veri pericoli.

Però diffondere timori dà lavoro e quattrini a molti e le povere masse (o moltitudini come le chiamava Dostojewskji) adorano che la loro paranoia venga sollecitata e giustificata. Non c’è niente da fare, solo aspettare, come è successo questi giorni a Napoli con i rifiuti , che i profittatori alla Pecoraro Scanio vengano sbugiardati. E anche indignarsi, ma sempre meno, perchè alla fine ci si abitua a tutto.

94. 8 1 08 Ecopass a Milano

Gennaio 8, 2008

Ho conosciuto tempo fa la signora Moratti e la considero un’ottima persona. Finora negli incarichi pubblici ha fatto molte cose buone e l’ho votata volentieri come sindaco milanese.

Ha una notevole dolcezza accoppiata ad una notevole forza d’animo, qualità entrambe molto femminili.

Però sull’Ecopass sta sbagliando, e di grosso.

Se si voleva ridurre il traffico in centro Milano e nel contempo tirare su altri quattrini per costruire una ulteriore linea di Metrò, bisognava dirlo chiaramente e non nascondersi dietro l’ecologia, un’inganno sempre pericoloso, perchè prima o poi i nodi vengono al pettine, come Napoli insegna.

Il primo provvedimento per ridurre il cosiddetto inquinamento sarebbe certamente quello di costringere i proprietari di case milanesi ad adottare tutti il metano, non tanto perchè inquina meno, ma perchè il suo rendimento come combustibile è maggiore e quindi gli scarichi sono comunque minori.

L’inquinamento automobilistico è una mezza bufala, basata sul fatto che le marmitte catalitiche lo ridurrebbero, ma non è vero. Comunque quelli che inquinano di più sono moto motorini e, maxime, i bus. Tutti liberi di girare e anzi visti, anche grazie all’Ecopass, come salvatori della città.

Infine, una domanda: piano piano il parco automobilistico, con gran gioia dei costruttori, si aggiornerà. Tra 3-4 anni la grande maggioranza delle auto sarà Euro 3 e 4. A quel punto che si farà? Si ricorrerà al trucco di passare ad Euro 5 , 6 e via così? O sarà la scusa buona per chiuderla con l’Ecopass?

I politici avrebbero come primo dovere di ridurre l’imperante paranoia, di cui quella ambientale è un costituente fondamentale. Mettere paura è un sistema molto redditizio per piacere e i politici devono piacere, ahimè.

Come primo passo della Moratti, uno pessimo.

35. 6 11 07 I dolori dell’ecologia: b) La marmitta catalitica

Novembre 6, 2007

E’ certo che io sia un fissato circa la marmitta catalitica. Però, malgrado numerosi tentativi, non ho ancora trovato chi possa risolvere i miei dubbi sulla sua utilità. Certo, oggi tutte le macchine ne dispongono e il suo servizio in nome dell’ecologia e dell’aria pulita è spesso sottolineato, ma non mi sembra che questa sia una ragione sufficiente per accettare il parere della grande maggioranza.Quali sono i miei dubbi? Prima di elencarli, l’unica certezza di cui dispongo è uno svantaggio della marmitta: aumenta del 12-15% il consumo di carburante; la causa è duplice, una di minore effetto, la contropressione allo scarico dei gas combusti dal motore, che ne soffre direttamente in potenza; l’altra, ben più importante, è la necessità, derivante dalla presenza del catalizzatore, che la miscela di carburante e aria sia ripartita in quantità stechiometrica, cioè nel rapporto teorico della chimica di combustione dei due componenti; il guaio è che questo rapporto non è quello che assicura il massimo rendimento al motore, che quindi consuma mediamente di più se catalizzato.La prima serie di dubbi riguarda lo scopo primo della catalisi, il rapido trattamento dei composti non completamente bruciati o dei composti ottenuti con reazioni secondaria:-         il più importante è l’ossido di carbonio (CO), da trasformare in anidride carbonica (CO2). Il CO è molto velenoso, tanto che spesso i suicidi si attaccano al tubo di scappamento e se ne vanno rapidamente e senza dolore. Però è più leggero dell’aria e sale in quota, dove alle nostre temperature si trasforma da solo e rapidamente in CO2. In passato, prima dell’introduzione del catalizzatore, non abbiamo mai avuto problemi respiratori gravi, escludendo quelli sempre pronti a lamentarsi, che anche oggi non hanno certo smesso di farlo, attaccandosi alle polveri sottili o agli altri nemici della nostra salute pubblicizzati dagli ecologi; a parte il fatto che, come vedremo, in città, dove il CO potrebbe essere pericoloso, il catalizzatore funziona malissimo.-         Segue l’Nox, il gruppo di ossidi azoto, che il catalizzatore dovrebbe scindere in ossigeno e azoto. Questo gruppo di ossidi non è velenoso, uno l’N2O è il protossido, chiamato gas esilarante, ancora usato in medicina. La ragione del volerli trattare risiede nella paura delle famose pioggie acide, una paura di altri tempi: oggi di pioggie acide non si parla più, si è visto che sono un bluff. In compenso, la catalisi tende a formare una notevole percentuale del citato N2O3 e di N2O, che agli effetti dei gas serra, sono come e peggio del vapor d’acqua, molto più pericolosi della CO2, per chi crede al global warming, naturalmente. In compenso gli Nox, sono dei veri e propri nutrienti delle piante, come tutti i composti azotati e non si vede ragione di perseguitarli come malfattori.-         Infine, la parte di idrocarburi che se ne uscirebbe dallo scappamento incombusta e che invece viene bruciata. Difficile stabilire quanta è e quanto male possa fare. Io penso molto poco e questa post-combustione sembra ingiustificata, di fronte al maggior consumo di carburante in presenza della marmitta catalitica. Passando ora ai lati negativi, consumo a parte, il maggiore è la pratica impossibilità di sapere cosa esattamente esce in effetti dallo scappamento quando le condizioni di lavoro della marmitta catalitica non sono quelle teoriche di progetto, cioè quasi sempre.La marmitta è progettata per un funzionamento regolare, come si può ipotizzare sia quello in autostrada a velocità costante. Cosa accade invece in città, a regimi molto diversi ed in continua variabilità, deve essere molto lontano dal progetto ed l’effetto deve essere lontano dal teorico, io penso ereticamente più psicologico che ecologico. A me la risposta che la marmitta “qualcosa farà” non basta proprio; tanto più che il catalizzatore è facilmente “sporcabile” dalle irregolarità di composizione e assolutamente nessuno si preoccupa di verificare il suo stato.Dulcis in fondo, esiste il problema dell’antidetonante, che nella benzina “verde” è l’etere metilico t-butilico (MTBE), che ha sostituito il piombo tetraetile dei tempi passati, che avvelenerebbe il catalizzatore. L’ MTBE è ancora poco conosciuto nei suoi effetti, ma da quel poco che si sa fa già molta paura: sembra certo che sia cancerogeno e ci vorrà tempo prima che si possa valutarlo seriamente.Intanto ci si è fissati a valutare l’inquinamento stradale sulla base del tipo di marmitta catalitica usata, un articolo di fede che nessuno discute per non spaventarsi della nostra ignoranza e dormire tranquillo.Un discorso molto più ampio riguarderebbe il trattamento scarichi nelle moto (terribili i due tempi) e nei Diesel, ma la farei troppo lunga. Alla prossima, si usa dire oggi.